Visita all’Azienda Quintarelli: il re dell’Amarone

27 gennaio 2016amaronefeaturedvalpollicella1426Visualizzazioni

Oggi, come ieri, continua la tradizione di famiglia nell’Azienda Agricola Quintarelli: i vini vengono fatti maturare ed invecchiare a lungo, fino ad ottenere prodotti eccelsi.

L’azienda è situata a Cerè di Negrar, sul monte Cà Paletta, nel versante ad est della vallata di Negrar (VR). Nasce nel secolo scorso a opera di Silvio Quintarelli, e già allora, il vino prodotto veniva esportato ed era conosciuto negli Stati Uniti. Dopo la guerra subentra Giuseppe, il più giovane dei figli, che prosegue la tradizione paterna, ma rinnovando e specializzando i vigneti, sempre però all’insegna della continuità del metodo tradizionale di vinificazione.

È in questi anni che nasce l’Amarone, un vino pregiato, fatto nel pieno rispetto di una produzione naturale, con un’attenta selezione delle vigne e dell’annata più idonea.

Nella sala di degustazione, Francesco, nipote di Giuseppe Quintarelli, ci ha illustrato proprio un Amarone del 2006, attualmente commercializzato.

“L’Amarone si produce con le uve locali, – Corvina, Corvinone e Rondinella -, che vengono appassite per 4 mesi, da settembre a gennaio, ma solo quelle selezionate, perché non tutte amano l’appassimento. Il vino viene posto in acciaio finché non si stabilizza, in modo da perdere la parte di sedimenti più rilevante, per poi passare nel legno, in grandi recipienti, di circa 30-50 ettolitri, per ben 8 anni. L’Amarone non viene prodotto tutti gli anni: le uve sono attentamente selezionate e solo in certe annate si rivelano adeguate a produrre questo tipo di vino.

“Tra i vini di nostra produzione”, prosegue Francesco, “vi è anche un bianco secco, prodotto dal 1984 e realizzato con cinque uve: Garganega, Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon e un’uva locale, detta Saorin, che vuol dire “saporita”. È un vino che non viene tenuto nel legno, ma solo in acciaio e si caratterizza, dunque, per essere fresco e minerale, adatto per essere consumato come aperitivo, o da abbinarsi agli antipasti o al pesce.

Vi è poi il ‘Primofiore 2011’, che è un rosso, il più giovane, ed è prodotto con uve locali: Corvina e Corvinone al 50% circa, mentre l’altro 50% è composto da Cabernet Franc e Sauvignon, che gli conferiscono un sentore erbaceo al naso. Il vino viene tenuto in botte per due anni ed è essenzialmente un prodotto da pasto.”

quintarelli

“Il ‘Valpolicella Classico Superiore 2006’, che insieme all’Amarone, costituiscono i vini più rappresentativi dell’azienda e del territorio, è costituito da uve locali: Corvina, Corvinone, e Rondinella, di cui solo circa la metà viene appassita su graticci e canne di bambù. Viene tenuto 6 anni e risulta un prodotto più leggero rispetto all’Amarone, ma con un suo bel carattere.”

“Vi è poi ‘l’Alzero 2005’, che è un prodotto particolare, frutto dell’esperienza acquisita nella tecnica dell’appassimento delle uve. La produzione è iniziata nel 1983, grazie ad un suggerimento dell’importatore americano, di vinificare uve francesi come il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e Merlot, con un procedimento uguale all’Amarone, appassendole e lasciandole in botte per 8 anni, come si fa con l’Amarone. Alzero vuol dire in dialetto “scarpata”, cioè la parte scoscesa di terreno ed era il vino preferito dalla nonna Franca, moglie di Giuseppe, alla quale è stata dedicata l’annata 2005.”

“Per concludere la gamma di prodotti citiamo infine il ‘Recioto 2004’, il vino della tradizione: infatti, l’Amarone deriva dal Recioto, proseguendo però nella fermentazione. Si tratta di un vino dolce che, proprio per i tempi di fermentazione, si differenzia dall’Amarone e che consente di mantenere un notevole residuo di zucchero. L’appassimento avviene, come per l’Amarone, con la stessa tecnica, solo che l’affinamento dura qui da cinque a sei anni.”

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Azienda Agricola Quintarelli Giuseppe
Via Cerè, 1, Negrar Verona
Telefono: 045 750 0016