Nino Negri, 120 anni di eccellenza valtellinese

18 febbraio 2018featuredMigliori Vini Italiani369Visualizzazioni

Lo scorso novembre la Cantina Nino Negri ha concluso i festeggiamenti dei 120 anni dalla sua fondazione in maniera brillante e conviviale presso la propria sede al Castello di Chiuro (Sondrio). In ottobre aveva organizzato, al Palazzo delle Stelline a Milano, un grande banco dassaggio con le etichette più prestigiose, una verticale dedicata allo SFURSAT 5 Stelle, e cene a cura di tre chef, Luca Cantoni, Pierino Canclini e Daniele Armila. Soprattutto, è stata loccasione per assaggiare il Castel Chiuro Valtellina Superiore DOCG Riserva 2009 in edizione limitata e numerata, realizzato da Casimiro Maule per la celebrazione dei 120 anni. 

Le Cantine Negri

L’anno di nascita della Cantina Nino Negri risale al 1897 con il matrimonio di Nino Negri e Amelia Galli, proprietaria di Castello Quadrio di Chiuro, a pochi chilometri da Sondrio. È qui che Nino inizia l’attività vitivinicola, facendo del Castello e delle Cantine la sede e il fulcro produttivo dell’azienda. Nell’attività coinvolge e appassiona anche il figlio Carlo, che diviene presto uno dei migliori enologi dell’epoca e che prosegue l’opera paterna, consolidando il prestigio della Cantina e dei vini.
Carlo dà un’impronta nuova all’attività, ampliando i vigneti e introducendo nuove tecniche di coltivazione. Alla fine degli anni ’60 l’impresa viene ceduta al Gruppo svizzero WINEFOOD, anche se Carlo Negri ne tiene la gestione. Nel 1971, in azienda arriva un giovane e promettente enologo: è Casimiro Maule, che da quel momento intreccia saldamente il proprio destino con quello della Nino Negri. Nel 1986 si costituisce il GRUPPO ITALIANO VINI, attuale proprietario e primo gruppo  italiano del settore per fatturato, terzo in Europa e decimo nel mondo, che nomina Maule Direttore ed Enologo responsabile in toto della produzione. Con tale solida base, Casimiro Maule può dunque intraprendere un percorso personale di ricerca della qualità, ponendosi sfide importanti; sfide che saranno poi vinte producendo vini eccellenti, amati dal pubblico e dalla critica e premiati con vari riconoscimenti. Nel 1983 nasce lo SFURSAT 5 STELLE, emblema dell’azienda ed eccellenza enoica di fama mondiale. Da allora in poi, è un susseguirsi di nuovi prodotti che, grazie all’abilità di Maule, esprimono le potenzialità dei vari vigneti e delle varie posizioni altimetriche.  Nel 1988 nasce la VIVASS, una cooperativa voluta dal presidente del GIV e da Maule, che oggi è costituita da ben 220 vignaioli. Un’associazione creata non solo per ottimizzare e razionalizzare le produzioni di uva, ma anche per garantirne il ritiro e stabilire un prezzo ben determinato e uguale per tutti. Anche l’introduzione dei vinificatori a temperatura controllata, avvenuta nel 1994, segna una tappa importante nell’innovazione, in quanto si ha la possibilità di migliorare le fasi di fermentazione, ottenendo mosti puliti ed eleganti che maturano al meglio nelle batterie di botti nuove, introdotte dal 2000 fino al 2015. La Negri sta valutando anche l’acquisto di un nuovo macchinario per selezionare in modo ancora più mirato le uve e disporre della massima qualità del prodotto da vinificare. L’azienda produce tra le 850.000 e le 900.000 bottiglie all’anno, divise su poco più di 20 etichette. Gli ettari vitati di proprietà sono 31, ai quali si aggiungono i 140 dei conferitori di uve. Quella della Valtellina è una viticoltura di montagna, che avviene in un terreno estremamente parcellizzato, caratterizzato da terrazzamenti con muretti a secco. Non a caso viene definita eroica. Vi si coltiva il vitigno autoctono Nebbiolo, che qui è conosciuto con il nome di Chiavennasca. Il terroir si suddivide in cinque sottozone da cui hanno origine i nomi delle diverse tipologie di vino prodotte: Grumello, Sassella, Inferno, Valgella e Maroggia. Il territorio vanta due DOCG la prima, più diffusa, è il “Valtellina Superiore”, l’altra è lo “Sforzato di Valtellina”.
In occasione della celebrazione dei 120 anni, Sara Maule, Brand Manager e Ambasciatrice dei Vini Nino Negri nel mondo, ci ha accompagnato in visita alle cantine del Castello Quadrio, fra antiche botti di rovere e di castagno e soffitti a volta, dove abbiamo potuto ammirare i luoghi storici della tradizione enologica Nino Negri. Nell’archivio storico sono raccolte tutte le annate del 5 Stelle e non solo, la bottiglia più antica custodita risale addirittura al 1913. Con grande competenza e professionalità, Sara ci ha descritto le varie fasi di lavorazione dei vini, arricchendole di aneddoti e curiosità divertenti. Sara ha acquisito dal padre la passione e l’amore per la vinificazione, completandola con una preparazione di marketing e di bran ding a livello internazionale. Ha viaggiato molto e si è fatta una cultura enoica visitando e studiando altre realtà territoriali e produttive, per trarne spunto e arricchire ulteriormente la Nino Negri. Sotto la sua guida esperta abbiamo quindi visitato la prima cantina, voluta da Nino Negri e costruita nel 1938, dove sono presenti botti sia austriache che italiane. Lungo il percorso troveremo poi altri formati, legni differenti e svariati altri costruttori di si trovano poi varie botti con le varie botti, tutte di costruttori diversi. La visita è stata anche l’occasione per degustare i vini simbolo dell’azienda, in un confronto verticale di annate di cui Sara ci ha descritto ogni particolare, dalla raccolta delle uve fino all’affinamento per poi terminare con i migliori abbinamenti; la degustazione con vecchie annate ha incluso le migliori riserve, partendo da Quadrio, lo Sciur, la cui prima vendemmia è stata nel 2012, per passare poi al Sassella, Le Tense, Grumello, Sassorosso, Mazèr, Fracia e Inferno Carlo Negri. La cantina originaria del Castello, un tempo adibita a deposito di vini e cibi, conteneva botti molto grandi di castagno, poi sostituite con tonneau da 750 litri di legni misti e ciliegio utilizzati proprio per affinare lo Sciur.

Saura Maule

La Cantina realizzata da Carlo Negri risale al 1947 e contiene grandi botti in rovere da 21 mila litri che sono molto antiche, addirittura sembra provenienti dalla Germania, dove erano utilizzate per la birra. La parte più nuova della cantina reca l’impronta innovativa di Maule, che con l’acciaio ha permesso di abbreviare i tempi di fermentazione grazie alle serpentine di acqua per regolare e controllare la temperatura e fare la fermentazione, per poi passare alla vinificazione per gravità e alla macerazione e riposo, prima di mandare il vino in botte o in barrique.
La barricaia ci appare come un’affascinante visione, con 1.100 barrique realizzate per il 90% in rovere francese e 10% in rovere americano. Infine, l’ultima cantina – quella in cui viene affinato lo SFURSAT – risale agli anni 70 ed è st ata costruita 13 metri sotto il livello del suolo, su un progetto di Carlo Negri. Contiene 116 botti da 30, 50 e 80 ettolitri in rovere di Slavonia e di Francia. Qui temperatura e umidità sono costanti tutto l’anno, e lo SFURSAT, che viene prodotto solo nelle annate migliori e con una selezione accuratissima delle uve, ne trae il meglio, affinandosi in vera e propria eccellenza.
L’evento Negri è proseguito con un seminario interessante sul terroir e da una panoramica sui migliori abbinamenti con il cibo, condotta da Sara, che ha proposto accostamenti insoliti e nuove proposte per degustare e far risaltare al meglio i vini aziendali.