Erbaluce di Caluso

17 novembre 2016Erbaluce di Caluso DOCGvini bianchi717Visualizzazioni

Questo vino nasce da una varietà indigena piemontese, nella zona dei laghi di Viverone e di Candia e presenta tre tipologie: il Secco, lo Spumante e il Passito.

La leggenda e le origini

Si dice che il nome di questa uva sia stato prestato da una fata gentile, Albaluce. La leggenda racconta che un tempo queste colline erano popolate da Ninfe e Dei, venerati dagli uomini. L’Alba e il Sole, innamorati ma destinati a non incontrarsi mai, erano tra questi. Dal loro amore, grazie ad un’eclissi e all’intercessione della Luna, nacque la ninfa Albaluce, la cui bellezza e grazia spinsero l’uomo ad offrirle doni privandosi di tutto. Senza più sostentamento l’uomo ricercò nuove terre fertili deviando il corso del lago che però travolse ogni cosa seminando morte. Il dolore fu tale che dalle lacrime di Albaluce versate sulla terra nacquero tralci di vite dai dolci frutti: un uva bianca dal nome Erbaluce.
Al di là della leggenda, il vitigno sembra avere origine da una specie di Trebbiano oppure da una varietà della Lombardia dal nome di Bianchera. In realtà l’Erbaluce è un vitigno autoctono.

La produzione dell’Erbaluce di Caluso DOCG è concentrata nella provincia di Torino, tra il Lago di Candia e quello di Viverone, in un’area di una trentina di chilometri, partendo da Caluso, Roppolo, San Giorgio Canavese, Cuceglio, Strambino, Masino, Aseglio e Piverone. A Roppolo si trova la sede dell’Enoteca Regionale della Serra che raccoglie tutta la produzione.

Il vino e le sue caratteristichepassito

Il colore di questo vino è di un giallo paglierino brillante, mentre le note profumate sono molto delicate, con aromi fruttati e floreali. Il sapore è armonioso, con leggero retrogusto di mandorla.

L’Erbaluce di Caluso secco si presenta come un vino da tavola di buona struttura che si beve giovane, servito fresco e accompagnandolo con piatti a base di pesce, soprattutto di acqua dolce – trota, tinca, luccio – e con preparazioni a base di uova o di verdure.

La versione Passita, una vera e propria sorpresa, costituisce un ottimo vino da dessert che si sposa perfettamente con la pasticceria secca e i dolci lievitati, ma che può essere consumato – ben ghiacciato – anche in combinazione con specialità tipiche come il patè di fegato d’oca, i formaggi stagionati e antipasti molto saporiti.

La versione Spumante è invece ideale per l’aperitivo oppure per un accompagnare i piatti in un buffet o in un pranzo fresco e leggero.