Aleatico Passito dell’Elba DOGC

L’Aleatico è il vitigno autoctono per eccellenza che produce un Passito naturale non liquoroso, intenso e aromatico, molto apprezzato anche da personaggi importanti, tra cui Napoleone stesso, che durante l’esilio sull’isola contribuì allo sviluppo della sua coltivazione. Vanta la denominazione della DOCG dal 2011

I filari sono coltivati su terrazzamenti, con procedure che in gran parte sono ancora realizzate a mano, con metodi tradizionali. Dopo la crisi degli anni ’70, vi è stata una grande rivalorizzazione di questo vitigno e la produzione è ripresa con tecniche più avanzate avvalendosi di enologi di fama internazionale. Il Consorzio di Tutela Vini dell’Elba, a cui hanno aderito 30 produttori, è nato proprio per promuovere e sostenere questa eccellenza.

Secondo il disciplinare della DOCG, il vino Aleatico viene prodotto con il 100% di uve Aleatico, prodotte da vigneti con una densità massima di 5000 ceppi per ettaro e una produzione non superiore ai 70 quintali per ettaro. Dopo la vendemmia, l’uva viene selezionata e messa ad appassire all’aria per almeno 10 giorni fino a che raggiunge un contenuto zuccherino minimo del 30%. Si passa poi alla pigiatura e alla fermentazione a contatto con le bucce. Dopo i primi 5 o 6 giorni, si separano le vinacce e si lascia procedere la fermentazione per tutto l’inverno. L’affinamento di solito avviene in botti di rovere.

L’Aleatico ha una gradazione alcolica piuttosto elevata, sui 16 gradi, il colore è un rosso rubino intenso, i sentori sono fruttati e floreali, con un gusto denso e persistente. L’abbinamento classico è con la ‘schiaccia briaca’, dolce tipico elbano a base di frutta secca, pinoli, uvetta e vino aleatico, ma si accompagna bene con tutta la pasticceria secca e i formaggi erborinati, gorgonzola o pecorino toscano.