La riscossa del pecorino italiano

28 novembre 2017made in italypecorino814Visualizzazioni

La nuova star del Made in Italy all’estero nel 2015 è il formaggio Pecorino che fa registrare la maggiore crescita delle esportazioni italiane, con un balzo delle vendite del 23% sui mercati stranieri.

Un risultato reso possibile dalle straordinarie performance realizzate negli Stati Uniti (+28%), che rappresentano il principale mercato di sbocco del pecorino italiano. Ma il pecorino sbanca anche sul mercato europeo, con una crescita del 22 % in Gran Bretagna e del 16% in Francia. Persino il Giappone registra un incremento delle vendite del 9%, mentre in Cina l’aumento è addirittura del 500%, anche se le quantità sono ancora ridotte.

Promossa da Coldiretti, l’indagine sul pecorino svela le grandi potenzialità di questo settore, molto importante per l’Italia. Nel nostro Paese ci sono 6,2 milioni di pecore allevate e circa 700mila capre. In cima alla lista la Sardegna dove si allevano 3,2 milioni di pecore, poi la Sicilia con 770mila, Lazio con 630.000 e Toscana con 420.000.

La produzione di latte ovino in Italia si attesta sulle 400mila tonnellate, quella di latte caprino sulle 28mila, mentre quella di formaggi di pecora è di 67mila tonnellate l’anno. Solo per il Pecorino Romano DOP – precisa la Coldiretti – la produzione è di circa 25mila tonnellate, esportata per il 60%.

La situazione sui mercati esteri – continua la Coldiretti – potrebbe ulteriormente migliorare se ci fossero delle azioni efficaci di contrasto alle imitazioni presenti, che tolgono spazio ai prodotti originali, come per esempio negli USA, dove vengono prodotti oltre 20,5 milioni di chili di Pecorino Romano e similari all’anno, che non vengono ottenuti con latte di pecora.

La riscossa del pecorino italiano s’inserisce in un contesto molto favorevole del prodotto Made in Italy all’estero, con aumenti che vanno dall’11% per l’ortofrutta, al 10 % per l’olio di oliva, dal +9% per la pasta al +6% per il vino, che ha realizzato il record storico con un preconsuntivo annuale di 5,4 miliardi di fatturato realizzati oltre i confini nazionali.