Reinhold Messner, la conquista dell’eccellenza

16 luglio 2017featuredProdotti Alto AdigeVino Alto Adige156Visualizzazioni

Reinhold Messner rappresenta un mito indiscusso, uno dei più grandi protagonisti dell’alpinismo a livello mondiale. Sono ben 3500 le scalate effettuate, di cui 100 prime assolute, e 14 le vette conquistate oltre gli ottomila metri, con esplorazioni in itinerari inediti, in condizioni estreme e utilizzando mezzi naturali. È stato il primo al mondo a scalare l’Everest senza ausilio di bombole d’ossigeno.
Un personaggio unico, ma soprattutto un uomo dalle grandi qualità professionali e umane.

Foto Tappeiner
Foto Tappeiner

Oggi Messner è noto anche per il pregevole investimento culturale e l’impegno per la valorizzazione del territorio in cui è nato, l’Alto Adige, cui ha dato un grande contributo con la realizzazione del Messner Mountain Museum, un patrimonio esclusivo di sei musei, che è unico al mondo, attraverso il quale l’alpinista trasmette la propria esperienza, le conoscenze accumulate e il bellissimo rapporto fra uomo e montagna.
D’altronde la natura è sempre stata protagonista indiscussa nella vita di Messner, in un connubio perfetto con tradizione, patrimonio culturale e risorse locali. Ed è stata proprio questa filosofia – alla base della sua esperienza e del suo percorso di vita – a motivarlo alla ristrutturazione di alcuni masi agricoli, alla realizzazione di allevamenti di Yak e alla creazione di un ristorante tipico, lo Yak & Yeti, dove si preparano pietanze della tradizione sudtirolese e himalayana, utilizzando la saporitissima carne di bue tibetano.
Nel comprensorio di Castel Juval, la residenza estiva di Messner, nella bella altura della Val Venosta, si trova anche la trattoria Schlosswirt Juval, che offre preparazioni eccellenti a base di prodotti genuini locali e che incarna alla perfezione il credo dell’alpinista di promozione e tutela della tipicità.

Yak & Yeti - Foto Robert Eberhöfer
Yak & Yeti – Foto Robert Eberhöfer

Gli Yak
Gli Yak sono animali selvaggi che provengono dalla Mongolia, che Messner ha portato con sé da uno dei suoi viaggi in Tibet, negli anni’80 e che alleva e porta in estate in quota, sugli alpeggi. Il primo allevamento di Yak in Italia è stato quello di Solda, in Val Venosta. Sulle montagne di Solda, i buoi tibetani si sono ambientati benissimo, tanto che è nato un secondo allevamento nel Cadore e un terzo a Plan de Corones. Il popolamento di questi animali e la loro presenza in montagna sono utili per il pascolo e per tutelare l’ambiente.
La transumanza degli Yak di Solda in alta quota è stata aperta al pubblico e viene organizzata ogni anno, a fine giugno: uno spettacolo imperdibile cui partecipano migliaia di persone, appassionati e curiosi che seguono l’alpinista fra le cime dello Stelvio, dal paese fino alle pendici del Gran Zebrù, dove i buoi tibetani dalle lunghe corna passano tutta l’estate, tornando a valle in autunno, da soli.
Anche gli Yak dell’allevamento di Cadore sono trasferiti, a piedi e a tappe, sui prati di Casera Copada Alta, alle pendici del Monte Rite, dove pascolano sui prati erbosi per tutta l’estate.
Dopo l’esperienza positiva di Messner, l’allevamento degli Yak è stato avviato anche sull’Appenino e nel Bellunese, nella splendida foresta del Cansiglio.

Yak&yeti
Yak&yeti

La carne di bue tibetano e il ristorante
Al ristorante Yak & Yeti di Solda, situato proprio sotto l’Ortles, la principale montagna del gruppo dell’Ortles-Cevedale che comprende quasi completamente il Parco Nazionale dello Stelvio, in un antico maso contadino del 1600 ristrutturato da Messner, si servono piatti a base di Yak, una carne dall’elevato contenuto nutrizionale, ma anche molto saporita. Fra le preparazioni tipiche ci sono il brodo di yak con canederli di fegato, i ravioli ripieni di carne di yak, il brasato, il famoso e saporito gulash di Yak. Naturalmente, il ristorante offre anche il meglio della cucina tradizione del Sudtirolo.
Il locale è situato vicino a uno dei musei di Messner, Ortles – Mondi di ghiaccio, allestito in una costruzione sotterranea e incentrato sul tema del rapporto fra uomo e ghiaccio, che espone una vasta collezione di dipinti con vedute del gruppo Ortles. Attraverso un percorso di due secoli, si scoprono tutti gli attrezzi da ghiaccio, dello sci, delle arrampicate e delle più incredibili spedizioni ai poli.
Tutta l’opera di Messner, dalla ristrutturazione dei masi alla creazione delle aziende agricole e dei ristoranti, fino alla produzione di vini e alimenti tipici, origina dalla grande passione per la montagna e per la natura.
Convivium ha intervistato questo grande personaggio, che ama definirsi “un contadino di montagna” e che si è fatto portavoce di una rivalutazione del territorio altoatesino in termini di produzione tipica di qualità, prodotti biologici, frutta, verdura e vino. Il suo Riesling ha, infatti, ottenuto i tre bicchieri del Gambero Rosso e il Pinot nero è stato premiato con due bicchieri, ma l’alpinista produce anche un ottimo Gewürztraminer e altre eccellenze locali.

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Messner, da qualche anno si è dedicato all’allevamento degli yak, il bue tibetano a pelo lungo, e sono noti i suoi suggestivi appuntamenti estivi a giugno, per la transumanza degli animali da Solda ai piedi del Gran Zebrù. Da dove nasce l’idea di importare questi splendidi esemplari e di allevarli sulle montagne altoatesine?
“L’idea di portare qui questi animali mi è venuta in seguito alle tante spedizioni fatte con gli Yak come portatori di merci e materiale; mi sono innamorato di questi esemplari formidabili, da cui i tibetani ricavano il latte, la carne, la lana e le pellicce. Per le loro caratteristiche fisiche, possono vivere a quote elevate e a temperature molto rigide”.

La carne di yak riscuote grandi apprezzamenti presso il ristorante Yak & Yeti. E anche i suoi valori nutrizionali sono molto elevati. Una carne di qualità certo non costituisce un rischio per la salute. Che ne pensa?
“La carne di Yak è priva di colesterolo, fa bene al cuore e ha un sapore unico, pronunciato, che ricorda la selvaggina. Sono animali allevati liberi, in modo del tutto naturale e questo si riflette anche sulla qualità delle loro carni”.

Lo speck, simbolo dell’Alto Adige, rappresenta un tipico esempio della capacità e dell’inventiva umana nel conservare i prodotti, rendendoli unici. È vero che ne ha sempre portato con sé senza mai farne a meno durante le sue spedizioni?
“Sempre. Con un tocco di pane duro e speck posso sopravvivere per settimane. Per questo non manca mai nelle mie spedizioni. E lo utilizzo rispecchiando totalmente il modo d’uso tipico dei contadini di una volta”.

Quali sono i prodotti locali tipici e il vino che produce nei suoi masi?
“Nei miei masi si fa tutto secondo i ritmi della natura, la stagionalità e la tipicità locale. Produciamo speck, carni di capra, di pecora e naturalmente di yak, e poi verdura, frutta di tutti i tipi e anche vino; sono famosi il nostro Riesling, il Pinot nero e il Weissburgunder, un Pinot Bianco della Val Venosta, unico per le sue note di frutta fresca, di mandorla, lime e gelsomino”.

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