Street food: specialità del nord Italia

7 marzo 2019Ristorazione675Visualizzazioni
In nord Italia, la tradizione dello street food è un fenomeno molto diffuso e le specialità street-food sono moltissime, tutte rigorosamente legate al territorio e ai prodotti tipici locali. Vediamo da vicino cosa si gusta di preferenza.

In Trentino Alto Adige dominano la scena i würstel, che si mangiano bolliti, accompagnati da senape e brezel. Un altro prodotto altoatesino da provare è anche lo smacafam, smorza fame, a base di farina, salsiccia fresca e latte, cotto al forno.

La regione Veneto, invece, propone cibo di strada differente da zona a zona. A Padova, l’aperitivo si accompagna ai tradizionali folpetti, bavoletti e masenette (moscardini, lumachine e granchi). Nel bellunese, inoltre, c’è il pastin di Belluno, un panino con dentro una sorta di impasto di vitello e maiale. Si aggiunge una fetta di formaggio Dobbiaco, cotto alla piastra.

A Vicenza il baccalà alla vicentina si è trasformato in un perfetto cibo di strada. Viene accompagnato dalla polenta abbrustolita. A Padova sono anche da provare i gustosi e variopinti tramezzini.

La Valle d’Aosta offre un tipico tagliere di salumi e prosciutti montani. Si può scegliere tra il prosciutto di Saint Marcel e quello di montagna aromatizzato di Saint Rhemy en Bousses. Inoltre, il salume da strada tipico è il lardo, nella tartina dei salassi, con pane nero e miele. Famoso locale è il Chiosco nella Frazione Chez Sapin, a Fenis, dove si gusta il panino con lardo e fontina.

Il Piemonte è la culla della pasticceria: paste di meliga, i baci di dama di Alessandria, i krumiri di Casal Monferrato, le miasse, i gofri, cialde salate o dolci farcite.

In Friuli Venezia Giulia, Trieste propone i cevapcici, piccole polpette di carne mista condite con una salsa di peperoni e melanzane. Si gustano anche in panino.

Sempre a Trieste, molto apprezzati erano i mussoli, simili alle ostriche ma più piccoli e di forma allungata, che venivano venduti nelle bancarelle agli angoli meno ventosi della città, cotte in grandi pentoloni posti sopra a un fornello a carbone. Venivano serviti bollenti in ciotole, per combattere il freddo portato dalla bora invernale.