Le conferenze al Food&Science Festival

Sono numerose le conferenze che si terranno da venerdì 18 a domenica 20 maggio 2018 al Food&Science Festival di Mantova, realizzati per migliorare e rafforzare la divulgazione, la trasmissione e la comprensione delle informazioni legate alla ricerca, alla produzione e al consumo alimentare.

Sostenibilità
A tavola spesso non ci pensiamo, ma produrre cibo ha anche un notevole costo ambientale e sociale. Prima di provare a ridurre questo costo, è importante iniziare a conoscerlo. A questo proposito, il Food&Science Festival propone un approfondimento con il fisico Piero Martin e la giornalista Alessandra Viola, autori del recente libro Trash, “Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti”. In modo scientificamente rigoroso, ma anche divertente e divulgativo, l’incontro propone un viaggio nella storia dei rifiuti, lungo diversi secoli, condito da una serie di domande che riportano all’attualità. Quanto cibo sprechiamo? Quanto vale ciò che buttiamo nel cestino? Cosa si potrebbe fare (e cosa già si fa) per limitare i costi e la produzione dei rifiuti nell’industria alimentare? Con un obiettivo preciso sul medio e lungo termine: disinnescare quella che per il futuro dell’ambiente sta diventando una vera e propria bomba a orologeria.

Comunicare l’agricoltura
In quasi tutti i settori della società contemporanea, la narrazione della realtà che ci circonda assume pian piano un ruolo sempre più importante, portando anche alla nascita di nuove professionalità. A Mantova è possibile conoscerne una molto particolare: la “designer del gusto e dei processi industriali”. Lo è Sonia Massari, direttrice dei Food Studies Programs della University of Illinois Urbana-Champaign a Roma e del Gustolab International Food Systems and Sustainability, primo centro italiano per lo studio universitario all’estero della filiera alimentare. A lei il compito di confrontarsi con il pubblico sui temi del food design per l’innovazione dei prodotti e dei processi industriali legati al mondo del cibo. Nello stesso filone, ma da una prospettiva differente, rientra l’approfondimento sul racconto antropologico a cura di Marino Niola, coordinatore del Laboratorio di Antropologia Sociale e direttore del laboratorio MedEatResearch presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ed Elisabetta Moro, professore ordinario in discipline demo-etno-antropologiche presso il medesimo istituto.

Con Michele Fino e Stefano Bertacchi, rispettivamente professore di diritto europeo all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e biotecnologo presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si torna invece a parlare di uno degli oggetti più discussi negli scorsi mesi in ambito alimentare: il sacchettino di plastica biodegradabile, usato nei supermercati per la frutta e la verdura e reso obbligatorio a partire dall’inizio del 2018. Quali sono le opacità della norma che regolamenta l’utilizzo dei sacchetti? Quali le differenze tra le varie materie bioplastiche? E quali gli strumenti offerti al cittadino per distinguerle?

Tecnologia, ricerca e innovazione
Alzi la mano chi sa cosa sono la nutrigenetica e la nutrigenomica. Semplificando molto, si tratta di discipline che studiano il rapporto tra il patrimonio genetico e il cibo: cercano di comprendere il nostro DNA, per aiutarci a nutrirci meglio. Per maggiori dettagli, c’è l’incontro con Luca Sebastiani (direttore dell’Istituto di Scienze della Vita e professore di arboricoltura presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) e Vincenzo Lionetti (professore di Anestesiologia ed esperto di strategie innovative nella ricerca biomedica sempre alla Sant’Anna di Pisa).