La carne avicola migliora la qualità della dieta

9 dicembre 2017carni avicolepollosalute961Visualizzazioni

In Italia i consumi di carni avicole rappresentano circa il 25% del consumo totale di carne. Il consumo di pollo, escludendo gli altri volatili, è pari a 13,6 chilogrammi l’anno pro-capite, contro i 17,8 medi consumati nell’Unione Europea

Durante la terza Assemblea di Unaitalia, l’Associazione delle filiere agroalimentari delle carni e delle uova, nata a luglio del 2012, si è fatto il punto su un settore che resta il fiore all’occhiello della zootecnia nazionale e che, nonostante la crisi, riesce a consolidare la sua forza, mantenendo l’occupazione e continuando a investire nel futuro.

Quello avicolo italiano, è un modello di eccellenza che vogliamo far conoscere in tutto il mondo, – ha commentato il Direttore di Unaitalia, Lara Sanfrancesco, che ha poi aggiunto: “In questa direzione va la nostra partecipazione ad Expo 2015, dove siamo presenti, presso il Padiglione Cibus, per raccontare a tutti la filiera avicola italiana e il nostro sistema produttivo, che ha saputo rilanciare la produzione e garantire elevati standard di qualità. In un anno decisivo per il settore alimentare italiano e per l’intera economia del Paese, val la pena di sottolineare l’importanza strategica del settore avicolo, e ricordare che il 99% delle carni bianche mangiate in Italia proviene dai nostri allevamenti. Il settore mira anche a rafforzare la propria quota di export e chiede per questo il più ampio sostegno delle Istituzioni preposte a favorire l’apertura di nuovi canali commerciali esteri”.

Le cifre del settore

Nel 2014 la produzione italiana è stata pari a 1.261.200 tonnellate di carni avicole, in lieve aumento rispetto al 2013 (+0,2%), e di 12,6 miliardi di uova (+3,0%). Nell’ultimo anno la produzione interna e il consumo di carne di pollo hanno mostrato un sensibile aumento, rispettivamente +1,0% e +2,3%. Quello italiano si conferma, inoltre, un sistema completamente autosufficiente, in grado di produrre più di quanto consuma, con una percentuale di auto approvvigionamento di circa il 106%, ad ulteriore garanzia della provenienza e delle qualità organolettiche delle carni. Una caratteristica premiata dai consumatori che nel 2014 hanno consumato 19,45 kg di carni avicole pro-capite, facendo aumentare i consumi totali dello 0,7% rispetto al 2013.

Il settore avicolo italiano conta, in tutto il Paese, più di 6.200 allevamenti, suddivisi in allevamenti da ingrasso, ovaiole, riproduttori e svezzatori. Completano il panorama 400 stabilimenti per la produzione di mangimi, 174 macelli piccoli e grandi, e oltre 500 stabilimenti per il taglio e l’elaborazione di prodotti e preparazioni a base di carne.

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Carni di grande qualità

Le carni avicole contribuiscono a migliorare la qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana. Questo è quanto emerge dal primo Documento di Consenso sul ruolo delle carni avicole dell’istituto di ricerca Nutrition Foundation of Italy (NFI), coordinato da Andrea Poli e Franca Marangoni, con il supporto di esperti nazionali con articolate competenze specialistiche e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Food & Nutrition Research su www.foodandnutritionresearch.net.

Per la prima volta in Italia un Documento di consenso che riassume i dati più solidi descritti in letteratura in tema di consumi di carne avicola, salute e benessere.

Apporto di proteine “nobili” di elevato valore biologico, specifiche vitamine tra cui quelle del gruppo B, minerali tra cui il ferro, ridotta quantità di grassi totali con prevalenza di mono e polinsaturi: sono alcune delle caratteristiche che rendono le carni avicole un perfetto alleato per la salute e il benessere fisico ad ogni età, il cui consumo, in un’alimentazione varia ed equilibrata, si associa ad effetti neutri o favorevoli sul rischio delle principali patologie degenerative, come le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumori e il diabete.

Un maggiore ricorso alle carni avicole, nell’ambito di un consumo adeguato di alimenti su base proteica, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana.

Con la realizzazione di questo documento di consenso – sottolinea Andrea Poli, presidente di NFI – colmiamo una lacuna di carattere scientifico sul tema delle carni avicole e sul loro ruolo nell’ambito di una corretta alimentazione. Il documento conferma come le carni avicole siano caratterizzate da un profilo nutrizionale decisamente favorevole: gli studi epidemiologici che abbiamo analizzato, mostrano che un adeguato consumo di carni di pollo, in associazione ad una dieta ricca di vegetali con un apporto moderato di grassi, e a uno stile di vita attivo, può facilitare il mantenimento del giusto peso corporeo, con effetti complessivamente neutri o favorevoli sul rischio delle principali malattie degenerative tipiche della nostra società. I livelli di consumo di queste carni – conclude Poli – sono tuttora contenuti nel nostro Paese: un loro impiego più ampio, nell’ambito di una corretta alimentazione, con un apporto adeguato di proteine, sia vegetali che animali, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana”.