Intervista a Nicolas Ranninger: nuovo Direttore Bord Bia Italia

2 dicembre 2015carne irlandese1471Visualizzazioni

Bord Bia – L’Ente governativo per la promozione dei prodotti alimentari, bevande e orticoltura irlandesi è nato nel 1994, con lo scopo di promuovere i prodotti irlandesi e sostenere il relativo mondo produttivo, fatto soprattutto di piccole e medie imprese. L’Ente collega i fornitori e i potenziali clienti a livello internazionale, avvalendosi di una presenza capillare di uffici nei principali Paesi. In Italia, Bord Bia ha sede a Milano. Di recente è stato nominato il nuovo Direttore, Nicolas Ranninger – Responsabile per l’Italia, Svizzera, Malta, Grecia e Cipro.

Abbiamo chiesto a Nicolas Ranninger di parlarci del suo background professionale:

Mi sono laureato in agraria e ho conseguito un master in Economia aziendale e Marketing in Francia, a Parigi. Dal 2000 al 2009 ho lavorato per BIM (Irish Fishery Board) come consulente per aziende irlandesi del settore ittico, per i mercati di Francia e Benelux. Dal 2009 al 2010 ho ricoperto il ruolo di Trade Market Specialist presso l’ufficio Bord Bia di Parigi, con la carica di responsabile per il mercato ittico di Francia e Benelux. Dal 2010 a giugno 2015 sono stato assegnato all’area dell’Europa del Nord, e ho personalmente curato e gestito l’ufficio di Stoccolma, per un giro d’affari del valore di 300 milioni di euro in prodotti food and beverage. Durante il mio percorso professionale mi sono focalizzato sulla promozione della qualità della carne bovina e di agnello, nel settore della vendita al dettaglio e nei servizi di ristorazione, sia in Svezia che in Danimarca. Da giugno 2015 sono stato nominato Direttore dell’Ufficio Bord Bia in Italia.

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Quali sono i vostri obiettivi futuri nell’approccio al mercato italiano e alla promozione dei prodotti irlandesi?

L’Italia è un mercato storico e tradizionale per i prodotti irlandesi. Nel 2014 abbiamo esportato per un valore di 311 milioni di euro in alimenti e bevande, di cui ben il 60% di carne bovina. L’Irlanda vanta una ricca tradizione nel settore dell’allevamento: l’80% dei terreni è, infatti, vocato a tale attività, che rappresenta una delle voci più importanti dell’economia del Paese. Si producono soprattutto latte, latticini, formaggi e carne proveniente dalle nostre migliori razze, – Hereford, Angus, Charolaise -, ma è forte anche l’allevamento di pecore e agnelli.

Il settore zootecnico è dunque basilare per l’economia irlandese, soprattutto per le esportazioni a livello internazionale. Il nostro tessuto agricolo è di tipo tradizionale, con più di 120.000 agricoltori: piccole e medie imprese agricole, in cui l’allevamento rappresenta una parte essenziale.

Il comparto agroalimentare in Irlanda è uno dei fondamenti dell’economia: si attesta sul 9% della produzione nazionale.

In Italia, il 45% del totale della carne viene ancora commercializzato tramite le macellerie. Ritiene possibile incrementare la quota delle carni irlandesi al dettaglio tradizionale?

Questa è una questione che mi sta particolarmente a cuore. L’Italia è un mercato molto frammentato. Nella difficile situazione economica attuale, che non riguarda solo l’Italia ma tutto l’assetto mondiale, le persone sono molto caute nell’acquisto. In Italia c’è un calo nel consumo di carne bovina. La gente riflette prima di spendere e cerca sempre un ottimo rapporto fra qualità e prezzo. Si preferisce sempre di più la qualità alla quantità. Le macellerie hanno un ruolo importante, perché possono portare un valore aggiunto alla distribuzione.

Il dettaglio tradizionale ha dunque due ruoli fondamentali: uno è quello di fornire qualità ai consumatori, aiutandoli a trovare nel prodotto le caratteristiche qualitative che ricercano, e l’altro è quello di educarli e renderli consapevoli di quello che acquistano.

In base ai dati e ai risultati concreti, la nostra carne è molto apprezzata, ma occorre comunicare al consumatore ciò che la differenzia e la caratterizza, spiegando che il colore scuro dipende dal tipo di pascolo, esaltandone il sapore eccezionale, il livello di tenerezza, ecc. E questo è uno dei compiti principali che la macelleria tradizionale dovrebbe assumere.