Storia e futuro del consumo di carne

Undicesima Edizione della Tavola Rotonda organizzata dal Belgian Meat Office

Con un approccio decisamente diverso dalle precedenti edizioni, ma certamente non meno interessante, si è svolta a Bruxelles l’undicesima Tavola Rotonda organizzata dal Belgian Meat Office. Inusuale è stato anche il tempo meteorologico, con un caldo torrido che ha accompagnato tutti gli intervenuti a questo importante evento per il settore della carne.

L’edificio a Diamante della nuova capitaneria del porto di Anversa progettata e realizzata dallo studio dell’architetta Zaha Hadid, recentemente scomparsa
L’edificio a Diamante della nuova capitaneria del porto di Anversa progettata e realizzata dallo studio dell’architetta Zaha Hadid, recentemente scomparsa

Il dibattito è stato anticipato il giorno prima da una visita in barca al vasto porto di Anversa (Antwerp), dove abbiamo osservato da vicino la grandezza e l’organizzazione perfetta di questo importantissimo porto, tra i maggiori al mondo e secondo porto più grande d’Europa, la cui nuova sede dell’Autorità Portuale, vecchia stazione dei pompieri abbandonata, è stata rinnovata e trasformata dallo studio Zaha Hadid Architects.
È sempre piacevole incontrare ogni anno i colleghi europei della stampa specializzata chiamati ad ascoltare gli interventi degli speaker invitati dal sempre perfetto padrone di casa René Maillard, Direttore BMO. Quest’anno il tema su cui si è aperto un acceso e interessante dibattito è stato incentrato sulla storia e il futuro del consumo di carne: conflitti, abitudini e tendenze. Il prof. Frederic Leroy ha aperto la discussione, seguito poi da Michael Gore, CEO di FEBEV, la Federazione dell’industria carni belga e da Sharon Lagast, coordinatrice di Belpork.
Buono da mangiare, buono da pensare”, diceva il filosofo e antropologo francese Claude Lévi-Strauss. E questo vale anche per la carne, il cui consumo ci porta a riconsiderare molte questioni a livello ambientale, economico ed etico.

Le tradizioni della carne

Il professor Leroy nel suo intervento ha illustrato la co-evoluzione degli esseri umani in rapporto alla carne, alla tradizione e agli aspetti sociali che legano il consumo di questo prodotto così amato, ma anche da molti contrastato. giorno del ringraziamento-carne tacchinoÈ importante non trascurare le dimensioni storiche di quelle che il professore ha indicato “tradizioni della carne”. Queste si riferiscono alla grande diversità di caccia, macellazione e modo di mangiare la carne, così come la varietà dei tanti rituali che li accompagnano. Gli esseri umani e la carne si sono co-evoluti: mangiare carne è sempre stata un’importantissima attività biosociale che colpisce il corpo e la psiche.
Leroy ha impiegato la piramide di Maslow dei bisogni umani come base per tracciare e analizzare questi effetti, identificando cinque livelli lungo un gradiente natura-cultura.
Il primo livello, quello fisiologico, implica che mangiare la carne è stato di darwiniana importanza per l’evoluzione della nostra specie, e l’espansione del nostro cervello per compiere nuove sfide cognitive e intellettuali è avvenuta anche grazie al consumo di carne. Se tutto ciò ha lasciato tracce anche di un intrinseco “desiderio della carne”, è ancora da stabilire, sebbene l’utilizzo da parte dei vegetariani di bistecchine di soia, hamburger vegetali, polpettine di verdure ecc, faccia pensare proprio di sì!
Il livello di sicurezza, il secondo della piramide, delinea come la caccia collettiva per la carne sia stata sviluppata come una strategia di sopravvivenza per soddisfare le esigenze fisiologiche di cui sopra. Come tale, essa ha dato luogo a un comportamento complesso e intenso sociale, con le diverse reti di rapporti tra i generi e i diversi atteggiamenti di uomini e donne verso la carne, soprattutto in Occidente.BMO-logo
Passando al terzo livello, quello di comunità, che si basa sul livello precedente, esso sottolinea l’importanza storica delle tradizioni legate alla carne per la creazione di legami sociali di ogni genere visto che, dal periodo Paleolitico fino ad oggi, il consumo di carne e i riti ad esso associati hanno un posto centrale nelle cerimonie e feste in tutto il mondo.
Leroy ha quindi illustrato come, a livello di valori, e qui siamo al quarto gradino della piramide, la carne abbia da sempre avuto un ruolo preciso e importante nel consolidamento delle gerarchie sociali. Basti pensare alla carne e al suo ruolo simbolico nella lotta di classe. La domanda che è facile porsi è come la carne formi ancora rapporti di potere in atto sia in ambito delle singole famiglie, sia ad un livello superiore, per esempio tra l’Occidente, le economie emergenti e quelle in via di sviluppo.
Il quinto livello, quello chiamato olistico, è probabilmente il più complesso perché riguarda i molti aspetti culturali e simbolici dipendenti dal contesto della tradizione legata alla carne. In Occidente, per esempio, la carne ha ancora forti connotazioni di mascolinità e di virilità, ma nell’arte, per esempio, è usata a volte per portare al disgusto e alla provocazione in certe condizioni. Dovrebbe essere indagato quanto sono ancora di primaria importanza il consumo della carne e le tradizioni ad esso legate nella sfera religiosa e culturale, in particolare per quanto riguarda i rituali e i tabù.
Le abitudini legate alla carne continueranno a incidere sulla domanda globale di carne nei prossimi decenni e, allo stesso tempo, le possibili interazioni con la religione, il sesso, l’identità culturale, il potere d’acquisto e molti altri fattori dovranno essere sempre presi in considerazione.

Le sfide per il settore: opportunità e possibili soluzioni

Divisa in due parti, dove nella prima sono state elencate le sfide al settore e nella seconda le opportunità e le possibili soluzioni, la relazione di Michael Gore, CEO di Febev, ha avuto come denominatore comune la volontà di trovare un dialogo tra le parti, la ricerca di collaborazione e il sostegno ai media per una corretta informazione.

Un momento durante i lavori dell’undicesima Tavola Rotonda
Un momento durante i lavori dell’undicesima Tavola Rotonda

Per esempio, da una parte la ferrea volontà, che si sta trasformando in credenza, degli attivisti animalisti di abolire il consumo di carne può essere ribattuta con la creazione di una maggiore fiducia nella filiera e con la ricerca di un comune dialogo sull’incremento del benessere animale. I consumatori sono troppo distanti dal reale processo di macellazione e lavorazione della carne e dunque, sempre secondo Gore, occorre cambiare questa percezione, spesso fonte di pregiudizi e falsi miti. L’industria delle carni belga deve quindi tenere presente la situazione economica mondiale, il problema dell’antibiotico-resistenza e di altri aspetti legati al benessere e alla salute degli animali da reddito, il tutto all’interno di un contesto più ampio, dove la recente decisione da parte del Regno Unito di uscire dall’Unione europea aprirà nuovi scenari ancora non del tutto prevedibili.

Tra le più importanti organizzazioni impegnate a sviluppare valore aggiunto nella filiera suina vi è BELPORK, detentore del certificato di qualità delle carni suine belghe Certus. Sharon Lagast, nella sua presentazione, ha illustrato come dietro al marchio Certus ci sia l’impegno di ogni operatore della catena produttiva per offrire all’acquirente carne suina fresca belga di eccellente qualità e con valore aggiunto, garantendo non solo la qualità intrinseca delle carni, ma anche un prodotto estremamente sicuro.
Chiedendo a René Maillard di darci un suo parere su come affrontare le sfide del settore in un mercato ormai globalizzato, la prima cosa da fare è “analizzare tutti i singoli fattori e informare l’opinione pubblica di quanto lavoro e di quanti rigidi controlli ci siano dietro ad una fetta di carne. La comunicazione è fondamentale, anche come strumento per reagire agli attacchi spesso immotivati che l’industria della carne si trova a dover sostenere”.

Gli speaker intervenuti all’undicesima Tavola Rotonda. Da sinistra a destra: René Maillard, Direttore del Belgian Meat Office, insieme al professor Frederic Leroy, Sharon Lagast, coordinatrice di Belpork, e Michael Gore, CEO di FEBEV, la Federazione dell’industria carni belga
Gli speaker intervenuti all’undicesima Tavola Rotonda. Da sinistra a destra: René Maillard, Direttore del Belgian Meat Office, insieme al professor Frederic Leroy, Sharon Lagast, coordinatrice di Belpork, e Michael Gore, CEO di FEBEV, la Federazione dell’industria carni belga