Al cuore piace il soffritto!

Per molto tempo si è pensato che il soffritto dovesse essere evitato.
Adesso, secondo una ricerca spagnola, pubblicata sulla rivista Food Research International e condotta presso la facoltà di farmacia e scienze della nutrizione dell’Università di Barcellona, la tradizione italiana viene invece riabilitata, affermando che, non solo al palato, ma anche al cuore piace il soffritto del sugo di pomodoro, uno dei simboli della nostra cucina, utilizzato per condire la pasta, magari aggiungendoci anche due foglie di basilico.
Com’è noto, la ricetta tradizionale prevede che prima di cuocere la passata di pomodori si faccia soffriggere nell’olio extravergine di oliva un battuto di cipolla insieme a uno spicchio di aglio. Molti aggiungono anche delle carote, che abbassano l’acidità del pomodoro, e il sedano che esalta i sapori.
Per la prima volta gli scienziati, guidati da Rosa Maria Lamuela Raventós, hanno scoperto che i fattori fondamentali per massimizzare l’efficacia antiossidante protettiva del sugo sono i lunghi tempi di cottura (circa un’ora) e gli ingredienti del soffritto, i quali sprigionano molecole benefiche per la salute, dall’elevata capacità antiossidante, in particolare il licopene ‘trasformato’ in forme diverse (isomeri) più attive e più biodisponibili, protettive per la salute del cuore e del sistema circolatorio.
In più cipolla e aglio aiutano l’effetto, grazie al loro contenuto di polifenoli.

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