Terra Madre Salone del Gusto 2018

21 giugno 2018Fiere alimentari154Visualizzazioni

Ogni piccola scelta è determinata dai movimenti delle mani: su uno schermo, su una tastiera, attorno a un frutto o a una forchetta. Le mani rappresentano la cultura del fare, ed è questo il loro potere rivoluzionario: oggi come cinquant’anni fa, quando occupavano i manifesti del Maggio francese. Ogni mano, ogni persona, decide come utilizzare il suo pollice opponibile: quel dettaglio che ci definisce come specie umana e che si è evoluto per poter usare gli utensili, fino ad approdare ai like dei social media.


Diventando portavoce dei gesti individuali e collettivi, le mani rivendicano il loro potere rivoluzionario e scelgono di diventare protagoniste del cambiamento.
L’immagine guida alla base della campagna di comunicazione di Terra Madre Salone del Gusto 2018 – ideata da Undesign, agenzia creativa torinese attiva dal 2003 – parte da quell’elemento: la mano stretta in un pugno che vuole rivendicare l’importanza del cibo come motore di cambiamento sociale e che per la manifestazione di Slow Food evolve in una mano che impugna i frutti della terra o una forchetta, un cucchiaio, le bacchette…È una mano sola alla quale via via se ne aggiungono altre che salutano e accolgono, che con le dita a V esprimono vittoria, si uniscono in corteo e diventano un linguaggio dei segni in movimento, online e offline. Mani che sono all’apice di braccia alzate, come a rispondere «io ci sono» all’invito alla partecipazione che viene lanciato nell’edizione di quest’anno di Terra Madre Salone del Gusto.
Le mani sono anche l’elemento che maggiormente ritorna nell’immaginario di Terra Madre. Sono le mani dei contadini e degli artigiani che in tante fotografie mostrano i prodotti dei Presìdi Slow Food o dell’Arca del Gusto. Le mani che, due anni fa, nel corteo per le strade di Torino, hanno sollevato migliaia di cartelli per dichiarare il proprio amore nei confronti di un lavoro di cui viene troppo spesso sottovaluta l’importanza o per affermare diritti universali come la possibilità di accedere a un cibo buono, pulito e giusto per tutti. Le mani sono anche quelle dei co-produttori, i consumatori consapevoli che, in tutto il mondo affermano la volontà di “votare con la forchetta”, modificando un sistema alimentare che dal punto di vista ambientale e sociale presenta ancora troppe iniquità.
Il cibo che produciamo, cuciniamo, acquistiamo e mangiamo può innescare cambiamenti positivi. E le mani dei singoli e della collettività possono sostenerli.